Il mio voto da eremita di città

Carissimi, il 29 agosto faro’ il mio voto di consacrazione mistica al Padre e alla sua parola, diventando così “ufficialmente” eremita di città ed entrando a far parte della fratellanza spirituale degli Eremiti con San Francesco.

Cosa cambierà nella mia vita?

Continuerò ad essere moglie e madre, una normale cittadina che lavora e vive nella società, ma avrò una regola di vita improntata spiritualmente alla preghiera, al silenzio e alla contemplazione, “attività” alle quali ogni giorno dedicherò del tempo, più di quanto faccia ora.

Ogni eremita, sia esso “di città” o meno, è chiamato ad avere una regola che lui stesso definisce; per questo motivo nei prossimi giorni, la regola più generale che è ora indicata nella home del sito di Cieli in Terra, sarà “limata” e ridefinita, in quanto ha costituito per me solo una tappa intermedia prima della scelta di intraprendere il cammino di eremita di “città”.

Chi è un’eremita “di città”? È una persona che vive la sua spiritualità non in un luogo isolato ma, appunto, in un contesto urbano, sperimentando quindi un eremitaggio interiorizzato, come viene definito.

Il sito “Amici di Lazzaro” afferma: “il fenomeno degli eremiti è rifiorito negli ultimi decenni, dopo che sembrava quasi scomparso alla fine del Medio Evo.

Il canone 603 recita: «Oltre agli istituti di vita consacrata, la Chiesa riconosce la vita eremitica o anacoretica con la quale i fedeli, in una più rigorosa separazione dal mondo, nel silenzio della solitudine, nella continua preghiera e penitenza, dedicano la propria vita alla lode di Dio e alla salvezza del mondo».

Una chiamata, quella eremitica, che, pur essendo molto personale, non è individualistica. «Ogni eremita ha una sua specificità e un suo percorso – spiega don Michele, – ma è un cammino fatto all’interno della Chiesa e in comunione con i fratelli»”.

Secondo il sito “nuovi eremiti” quest’ultimo elemento va sottolineato perché mette in evidenza la dimensione apostolica universale di questo dono a Dio e alle anime.

A proposito del maggior ritiro dal mondo e, parallelamente, della dimensione apostolica della vocazione da eremita, da quando ho aperto il blog e la pagina Facebook di Cieli in Terra sono entrata in contatto con tante persone con cui ho avuto uno scambio e che mi hanno affidato le loro preghiere; lo scrivere quotidianamente sul sito o su fb mi richiede però molto tempo per cui ho deciso che dal 29/8/19, cioè da quando professerò ufficialmente il voto di eremita, limiterò a due o tre i miei interventi settimanali su Facebook e sul sito, questo per dedicare più tempo alla preghiera, pur non facendo venire meno il contatto con tutti voi.

La Civilta’ Cattolica, come tante altre testate, ha trattato della vocazione eremitica, scrivendo che: “richiede persone che abbiano sperimentato la vita, psicologicamente equilibrate, capaci di rinunciare a una qualsiasi comunità e di rimanere nella gioia senza gli aiuti che una comunità solitamente offre: sicurezza, status sociale, abito, lavoro, comunione fraterna”; per quanto quanto possa essere così, di certo avrò bisogno delle preghiere di tutti per compiere al meglio questo cammino che – lo ripeto – non sarà certo di ritiro o di isolamento rispetto alla mia vita di mamma, moglie e cittadina, ma che mi vedrà dedicare un tempo quotidiano alla preghiera, alla contemplazione e al silenzio, con lo stessa costanza che un atleta deve metterci per allenarsi e riuscire nelle sue imprese.

Chiedo quindi a tutti una preghiera per me, perché possa vivere al meglio la mia vocazione; da parte mia continuerò certo a pregare per tutti voi e anzi, lo farò maggiormente.

Pace e bene a tutti!

PS: se volete approfondire il tema dei nuovi eremiti, potete leggere qualcosa sugli Eremiti Con San Francesco, di cui il 29 agosto entrerò a far parte (https://vivianarispoli.wordpress.com) , oppure questo articolo di Famiglia Cristiana (http://www.famigliacristiana.it/articolo/gli-eremiti-del-terzo-millennio-quelli-che-con-la-preghiera-reggono-il-mondo.aspx) o il blog Nuovi Eremiti: http://nuovieremiti.blogspot.com/search/label/Monachesimo%20interiorizzato; vi invito inoltre a leggere il testo “Il monachesimo interiorizzato” di Pavel Evdokimov.

Eremiti nel 2019

La scelta di darmi una regola spirituale (quella scritta nella home di questo sito) l’ho serbata in cuore per decenni, direi da quando avevo 16 anni e con alcuni amici del liceo una sera, ad Assisi, provammo a scriverne una nostra… fu un momento molto speciale che – ho scoperto poco tempo fa – è rimasto non solo nel mio cuore ma anche in quello di una cara amica!

Negli anni, a più riprese, ho sentito il bisogno di avere una regola spirituale da seguire, per prendermi un impegno ufficiale e darmi una disciplina che mi aiutasse a ricavare ogni giorno un momento importante dedicato alla preghiera, al dialogo con Dio.

Sono entrata in contatto con i terziari francescani, domenicani e carmelitani: gruppi accoglienti e con carismi straordinari, ma che non sentivo pienamente corrispondenti alla mia vocazione.

Alla tenera età di 44 anni, dopo quasi 30 anni di “rimescolii interiori” intorno all’esigenza di avere, se pur come laica, una regola spirituale da seguire, mi sono decisa a definirne una che sentissi mia, e mi sono pure sentita un po’ in imbarazzo, perché ho temuto di essere supponente… poi però ho pensato che non c’era niente di male, e così l’ho messa per iscritto, anche su questo sito, per darmi un impegno che fosse dichiarato, e non solo tra me e me.

Ebbene, la sera dell’11 luglio – San Benedetto – non so neanch’io come (di certo c’è lo zampino di Dio!), “girando” su internet ho scoperto che esistono, tra i tanti, anche gli eremiti di città, o urbani, una forma di eremitaggio prevista dalla Chiesa: non solo religiosi, ma anche laici che si danno una regola di vita e di preghiera e si ricavano uno spazio di deserto pur restando nel mondo… nel mondo ma non del mondo: lavorano, studiano, magari sono anche sposati e con dei bambini, ma riconoscono la preghiera come elemento centrale della loro vita e si ricavano uno spazio quotidiano di dialogo e preghiera con Dio secondo la norma che si sono dati; costoro, pur essendo eremiti, e quindi non appartenendo ad un gruppo, restano in contatto con la loro comunità parrocchiale o con la diocesi.

Esistono, a questo proposito, anche gli eremiti diocesani che, oltre a darsi una norma di vita, emettono anche professione pubblica dei tre consigli evangelici, in accordo con il vescovo.

Ma torniamo alla sera dell’11 luglio, quando mi sono imbattuta nel sito dove Viviana Rispoli – eremita – insieme a don Augusto Modena, presenta in sintesi il progetto degli Eremiti con San Francesco, che recita:

* Siamo una fratellanza spirituale di persone consacrate al Signore Dio in forma privata con un unico voto di Obbedienza Mistica al Padre ed alla sua Parola.
* Manteniamo lo stato laicale.
* Ciascuno ha la sua propria spiritualità e regola di vita.
* Partecipiamo alla S. Messa ed il Rosario quotidiani.
* Ogni giorno recitiamo il Salmo 39(40)
* Dove è possibile viviamo nelle vecchie canoniche o in locali attigui alle chiese, per esserne, con la nostra presenza, animatori e custodi.
* Con il permesso del Parroco custodiamo la presenza della Santa Eucaristia, teniamo la chiesa aperta, per accogliere nell’ascolto e nella preghiera coloro che lo desiderano.
* Coloro che vivono nelle canoniche portano un segno esterno da loro scelto come segno visibile di appartenenza a Gesù: fazzoletto, croce, abito… Questo segno non dovrà indurre confusione, gli Eremiti rimangono totalmente laici.
* Gli Eremiti che abitano nelle canoniche o nei locali parrocchiali si mantengono con il proprio lavoro e con la provvidenza di Dio.
* Tra di noi ci sono Eremiti che vivono la nostra comunione da casa propria
* Siamo collegati con tutti coloro che pur abitando in casa propria sono e vogliono diventare comunque animatori di luoghi di culto altrimenti chiusi.
* Ci sentiamo parte viva della Chiesa a partire dalla comunità parrocchiale.
* Accogliamo Sacerdoti che desiderano condividere questo progetto. * Non c’è nessuna gerarchia tra i partecipanti ma tutto è affidato alla sapienza e all’inventiva di Dio, Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, agisce per mezzo di tutti ed è presente in tutti (Ef.4,6).

…quando ho letto questo testo mi si è aperto il cuore, un’emozione e una felicità indescrivibili: mi sono sentita a casa!

La mattina seguente ho subito chiamato Viviana e oggi sono andata a conoscerla: è stata una gioia incredibile ascoltare il suo percorso di fede, parlarle del mio, e riconoscere finalmente un progetto che parla al mio cuore e corrisponde pienamente alla mia vocazione!

Presto vi parlerò del libro scritto da Viviana, intanto questo è il suo sito; lei e don Augusto si trovano a Savigno, vicino a Bologna, e in tanti anni di questo progetto sono stati contattati da eremiti provenienti da varie zone d’Italia… se vi pare che questo progetto sia rivolto proprio a voi, se non avevate mai messo in conto di avere una vocazione da eremiti ma, se pur laici, avete sempre desiderato darvi una norma di vita improntata alla preghiera… bè, vale la pena andare a trovare Viviana (la donna ritratta in foto), una persona straordinaria che vi accoglierà con tutto il cuore!

Se volete approfondire il tema degli eremiti in epoca contemporanea potete leggere l’articolo di Famiglia Cristiana e quello di Vittorio Messori.