Eremita su un sentiero universale

Un giorno di  primavera del 2021 ho vissuto un’esperienza spirituale molto intensa e del tutto inattesa – di cui non scriverò perchè molto intima e personale – che mi ha fatto vedere, e soprattutto sentire, le cose in un modo abbastanza diverso: come se all’improvviso mi si fosse tolto dal cuore un velo che offuscava la vista sulla vita, ho sentito chiaro e forte quanto ciò che vi è di Grande,  Infinito e Divino vada ben oltre le visioni parziali delle singole confessioni.

In quel giorno di primavera,  che non potrò mai scordare per l’esperienza incredibile che ho vissuto, ho avuto chiaro come tutto –  la vita, la morte, l’eternità – sia veramente semplice e consista in una sorta di  passaggio, un cambiamento di stato in un percorso di vita eterna; all’improvviso ho percepito quanto nella natura tutto sia simbolo, metafora e rappresentazione  di come la morte è solo una fase dell’esistenza, che introduce a nuova vita… per comprenderlo basta osservare una foglia d’inverno che cade, marcisce, fertilizza e rigenera il terreno, offre nutrimento alla sua stessa pianta e a tante altre… mi rendo conto che tutto questo possa sembrare banale nella sua semplicità, ma quante volte transitiamo per l’esistenza senza accorgerci che tutto parla di vita eterna, di continuo cambiamento e rinnovamento?!

Mentre scrivo è il 2 giugno 2021, io ho 46 anni e mezzo, tutti trascorsi da cattolica, ma oggi, alla luce dell’esperienza che ho vissuto, credo che questo termine mi corrisponda principalmente nel suo significato etimologico e originale, che è “universale”.
Sia chiaro, non mi allontano chi sa quanto dai punti fissi della religione cattolica, ma allargo un po’ gli orizzonti, mantenendo fermi alcuni punti tra cui l’Amore di Dio, la vita eterna, la compassione, il perdono, la Comunione tra chi c’è ancora e chi non c’è più, l’amorevole presenza della Madonna.

Il mio cammino di fede vira verso qualcosa di più universale dei dogmi della Chiesa Cattolica e volge verso elementi sicuramente trasversali alle grandi religioni mondiali e ad altre considerate minori.

L’eremita compie un cammino di ricerca, e se è un autentico cercatore è aperto non solo a quello che già si aspetta di trovare, ma anche alle sorprese, all’inatteso… ero partita per un cammino cattolico, ho trovato un sentiero universale a cui tutto il creato partecipa, dalla più piccola formica al più importante degli uomini, passando per alberi e ruscelli, ciascuno esprimendo la propria essenza – la propria vocazione – in un percorso che dura un’eternità e durante il quale ad una sola cosa siamo chiamati: non tradire la nostra essenza ma esprimerla e condividerla con amore e compassione, perchè questa è la scintilla divina che ciascuno è chiamato a portare per contribuire a qualcosa di più grande.

Siamo tutti immersi in un’immensa e santa compassione divina, se solo ce ne rendessimo maggiormente conto credo che vivremmo meglio, con meno paranoie, più serenità, meno competizioni, meno conflitti, semplicemente sereni e felici.

Che Dio – comunque si chiami – ci benedica tutti!

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