Affidamento a Maria assunta in cielo

Trovandomi in Ungheria in questi giorni, sono rimasta colpita dalla grande fede di re Stefano – santo- che, poco dopo l’anno 1000, proclamò la Madonna patrona di Ungheria, e ad essa consacrò il suo regno e tutto il suo popolo.

Nel giorno dell’Assunta del 1038 re Stefano offri’ in dono alla Vergine la sua corona, perché ella vegliasse sulla giovane chiesa e la proteggesse nel corso dei secoli.

Da allora, pur con alterne vicende, l’Ungheria è rimasta uno terra particolarmente devota alla Madonna; addirittura nel 1942 PioXII consacrò l’Ungheria al cuore immacolato di Maria, cosa che fu ripetuta l’anno seguente dal sindaco di Budapest.

Proprio Pio XII scrisse la seguente preghiera, dedicata a Maria Assunta in Cielo, dopo averne proclamato, nel 1950, il dogma!

O Vergine Immacolata, Madre di Dio e Madre degli uomini,
Noi crediamo con tutto il fervore della nostra fede
nella Tua Assunzione trionfale in anima e in corpo al cielo,
ove sei acclamata Regina da tutti i cori degli Angeli
e da tutte le schiere dei Santi; e noi ad essi ci uniamo
per lodare e benedire il Signore,
che Ti ha esaltata sopra tutte le altre pure creature,
e per offrirti l’anelito della nostra devozione e del nostro amore.

Noi sappiamo che il Tuo sguardo,
che maternamente accarezzava l’umanità umile e sofferente di Gesù in terra,
si sazia in cielo alla vista della umanità gloriosa della Sapienza increata,
e che la letizia dell’anima Tua nel contemplare faccia a faccia l’adorabile Trinità
fa sussultare il Tuo cuore di beatificante tenerezza; e noi, poveri peccatori,
noi a cui il corpo appesantisce il volo dell’anima,
Ti supplichiamo di purificare i nostri sensi, affinché apprendiamo, fin da quaggiù,
a gustare Iddio, Iddio solo, nell’incanto delle creature.

Noi confidiamo che le Tue pupille misericordiose si abbassino sulle nostre miserie
e sulle nostre angosce, sulle nostre lotte e sulle nostre debolezze;
che le Tue labbra sorridano alle nostre gioie e alle nostre vittorie;
che Tu senta la voce di Gesù dirti di ognuno di noi, come già del suo discepolo amato:
Ecco il tuo figlio; e noi, che Ti invochiamo nostra Madre,
noi Ti prendiamo, come Giovanni, per guida, forza e consolazione della nostra vita mortale.

Noi abbiamo la vivificante certezza che i Tuoi occhi,
i quali hanno pianto sulla terra irrigata dal sangue di Gesù,
si volgono ancora verso questo mondo in preda alle guerre,
alle persecuzioni, alla oppressione dei giusti e dei deboli;
e noi, fra le tenebre di questa valle di lacrime,
attendiamo dal Tuo celeste lume
e dalla Tua dolce pietà sollievo alle pene dei nostri cuori,
alle prove della Chiesa e della nostra Patria.

Noi crediamo infine che nella gloria, ove Tu regni,
vestita di sole e coronata di stelle,
Tu sei; dopo Gesù, la gioia e la letizia di tutti gli Angeli e di tutti i Santi;
e noi, da questa terra, ove passiamo pellegrini,
confortati dalla fede nella futura risurrezione,
guardiamo verso di Te, nostra vita, nostra dolcezza, nostra speranza;
attraici con la soavità della Tua voce, per mostrarci un giorno,
dopo il nostro esilio, Gesù, frutto benedetto del Tuo seno,
o clemente, o pia, o dolce Vergine Maria

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