San Domenico e l’apostolato del Rosario

Oggi, 8 agosto, la Chiesa ricorda san Domenico, gigante della fede vissuto tra il 1170 e il 1221: un’epoca di grande fermento religioso ma anche di eresie.

San Domenico, fondò l’ordine dei predicatori – detti domenicani – , che ancora oggi vivono in comunità fraterne praticando la povertà, studiando e contemplando la Verità che libera e purifica, consacrandosi a Dio per la missione della “predicazione della Parola di Dio, annunciando per il mondo intero il nome di Gesù Cristo” (Onorio III a Domenico dí Guzman), testimoniando nel mondo la libertà e la gioia evangelica.

A san Domenico dobbiamo non solo l’ordine dei predicatori, ma anche la grande diffusione del santo rosario!

Il termine “rosario” deriva da un’usanza medioevale che consisteva nel mettere una corona di rose sulle statue della Vergine; queste rose erano simbolo delle preghiere “belle” e “profumate” rivolte a Maria; nacque così l’idea di utilizzare una collana di grani (la corona) per guidare la meditazione.

Nel XIII secolo i monaci cistercensi elaborarono, a partire da questa collana, una nuova preghiera che chiamarono rosario, dato che la comparavano ad una corona di rose mistiche offerte alla Vergine.

Questa devozione fu resa popolare da San Domenico, il quale, secondo la tradizione, ricevette nel 1214 il primo rosario dalla Vergine Maria, nella prima di una serie di apparizioni, come un mezzo per la conversione dei non credenti e dei peccatori. Prima di San Domenico, era pratica comune la recita dei “rosari di Padre Nostro”, che richiedevano la recita del Padre Nostro secondo il numero di grani di una collana.

Nella tradizione domenicana l’apostolato del rosario è un elemento centrale: “nella recita del santo Rosario non si tratta di ripetere delle formule, quanto piuttosto di entrare in colloquio confidenziale con Maria, di parlarle, di manifestarle le speranze, di confidarle le pene, di aprirle il cuore, di dichiarare la propria disponibilità nell’accettare i disegni di Dio, di prometterle fedeltà in ogni circostanza, soprattutto in quelle più difficili e dolorose, sicuri della sua protezione, convinti che Ella ci otterrà dal suo Figlio tutte le grazie necessarie alla nostra salvezza. (Giovanni Paolo II, 26 ottobre 1997)

San Domenico è stato un vero Apostolo del Vangelo: predicatore infaticabile dalla Misericordia di Dio fatta carne, Gesù Cristo, il Verbo fatto uomo nel grembo di Maria! Non poteva, quindi, scindersi in lui dal suo essere predicatore, una squisita devozione mariana, che egli coltivò con tenerezza e che lasciò come eredità preziosa ai suoi figli spirituali, i quali – nella storia della Chiesa – hanno avuto il grande merito di diffondere la preghiera del santo Rosario, così cara al popolo cristiano e così ricca di valori evangelici, una vera scuola di fede e di pietà.

Annunciare il Vangelo per mezzo dell’Apostolato del rosario è una grande missione, quanto mai urgente ai nostri tempi. Il Santo Rosario è la preghiera più semplice ed evangelica che il popolo di Dio conosca e che pratichi: “non avranno fame di pane o sete di acqua, ma di ascoltare la Parola del Signore” (Am 8, 11).

La nostra vita si svolge come i misteri del rosario: gioia, dolore e gloria. Noi siamo conviti che in ogni istante della nostra vita è possibile incontrare Cristo Gesù, il frutto benedetto di Maria, colei che per prima si fa sua discepola, divenendo per noi Maestra nella fede. Ogni giorno viviamo un mistero. La nostra vita è attraversata dalla forza della chiamata (i misteri del gaudio): come Maria anche noi siamo chiamati ad intrecciare la nostra storia realmente con quella del Signore della Storia; è attraversata dalla fatica della sequela (i misteri del dolore): come Maria e con Maria, viviamo la tribolazione e la prova del Signore Crocifisso; è attraversata dalla promessa mantenuta (i misteri della gloria): con Maria e per sua intercessione, gustiamo la realizzazione della promessa del Signore, l’Emmanuele – il Dio con noi – che non ci abbandona, ma ci chiama con sé eternamente.
Se la nostra vita è come i misteri del rosario, così diversi e così complementari, non dobbiamo mai dimenticarci che tutti e ciascuno finiscono con il “gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo”: in ogni istante della nostra vita, quando sentiamo ripetere anche per noi “il Signore è con te” (Lc 1,26), noi rispondiamo: “Padre, glorifica il tuo nome!” (Gv 12,28).

I frati domenicani vogliono impegnarsi in questo apostolato mariano, attraverso:

1. la diffusione delle Associazioni Rosariane (Confraternita, rosario vivente, rosario perpetuo)
2. condividere il “Segreto del Rosario” come via di santificazione personale
3. Giornate Mariane per le comunità parrocchiali
4. Settimana Mariana (esercizi spirituali in tema mariana) alle comunità parrocchiali e alle comunità di vita consacrata
5. formazione spirituale al clero su temi mariani”

Il testo virgolettato l’ho preso dal sito dei frati domenicani , che vi invito a visitare per approfondire la spiritualità domenicana.

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