Non abbiate paura: voi valete più di molti passeri

“Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio voi annunciatelo dalle terrazze.
E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo ma non hanno potere di uccidere l’anima: abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geena e l’anima e il corpo.
Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro.
Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati.
Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri!
Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli.”
Mt 10,27-33

Queste parole, tratte dal Vangelo di oggi,  sono rivolte a ciascuno di noi, parlano a me, a te.
Di cosa abbiamo paura? Malattie, sofferenze, difficoltà varie?
E’ umano essere preoccupati, ma ciò che Gesù ci dice è chiaro: non dobbiamo preoccuparci perché nulla cadrà senza che sia venuto il momento.
Il Signore ci custodisce, ha cura di noi!
Questo non significa deresponsabilizzarci rispetto ai doveri quotidiani e materiali, quanto piuttosto prenderci a cuore la sorte della nostra anima, mantenerla in vita, alimentarla con la preghiera, i sacramenti, dedicarle del tempo perché possa nutrirsi dell’incontro con l’amore e la bellezza di Dio!

Come sta la nostra anima?
Questo fine settimana andremo al mare, alle terme, in montagna per ristorare il corpo?!
Abbiamo messo in conto qualche coccola per la nostra anima, un po’ di spiritualità per farla crescere e rinvigorire?

Abbiamo il coraggio di parlare con gli altri della gioia che dà sentirsi amati da Dio, di quanto è incredibile vivere ogni giorno con Lui, oppure “abbiamo paura di annunciare dalle terrazze ciò che ci è stato detto all’orecchio” ?

Gesù parla molto chiaro: chiede ad ognuno di noi di riconoscerlo davanti agli uomini, per portare agli altri quella notizia che stravolgerà la loro vita: Dio li ama!
Ma se non siamo troppo convinti che davvero Dio esista, che davvero questo Dio ci ami e possa trasformare la nostra vita in un’opera d’arte unica e straordinaria, allora diremo solo parole tiepide, incapaci di scaldare i cuori con la bellezza di Dio!

L’annuncio che Dio ci ama e vuole entrare nelle nostre vite non è cosa da preti (e ormai persino alcuni parroci vi stanno rinunciando!), è cosa da figli di Dio, a cui sono chiamati tanto i consacrati quanto i laici: “quello che io dico nelle tenebre voi ditelo nella luce!”

Oggi, 13 luglio, tra i vari santi la chiesa fa memoria di Clelia Barbieri, la più giovane fondatrice di congregazione in tutta la storia della Chiesa!
Clelia viveva nella bassa bolognese, era uno scricciolo di ragazzina ma con una passione incredibile per nostro Signore, e dopo aver fatto la catechista per alcuni anni, poco più che ventenne decise di fondare insieme a poche amiche, nel 1868,  l’istituto religioso delle Suore Minime dell’Addolorata, dedicato all’evangelizzazione, all’educazione e all’assistenza di poveri e bisognosi!

A Clelia, patrona dei catechisti dell’Emilia Romagna, chiediamo di pregare perché ciascuno di noi abbia il coraggio di annunciare Dio e il suo amore appassionato e immenso per ogni donna e uomo!

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